Un caso reale
Anomalie nei dati di prestazione di Les Cols de Zurich
Ovvero: quando una traccia GPX solleva domande...
In questo momento è in corso la competizione les-cols-de-zurich.ch con oltre 700 partecipanti – e purtroppo abbiamo dovuto rimuovere un ciclista dalla classifica.
Si è trattato di Digital Doping? Non nel senso classico – ma la nostra analisi mostra chiari indizi che molto probabilmente si sia trattato di un giro in e-bike inviato come attività regolare.
Cosa ha attirato la nostra attenzione
Abbiamo già organizzato questa tappa in edizioni precedenti e disponiamo di un solido set di dati di riferimento – inclusa la registrazione di un ex professionista, la cui prestazione e i cui dati GPS sono impeccabili.
All'improvviso compare un ciclista finora sconosciuto che, con un tempo straordinario, schizza in testa alla classifica di tutti i tempi. Motivo più che sufficiente perché i nostri algoritmi guardassero più da vicino.
Cosa abbiamo trovato
- Nessuna traccia diretta di manipolazione dei dati, ma diverse anomalie evidenti.
- Particolarmente significativo: enormi guadagni di tempo sui segmenti ripidi, seguiti da cali di prestazione sui tratti più pianeggianti, dove il ciclista non riusciva a superare la soglia dei 25 km/h – un chiaro indizio del limite di velocità di un'e-bike.
- Altri indizi tecnici: blocchi di velocità innaturalmente costanti, accelerazioni molto elevate e pattern tipici di dispositivi con interpolazione GPS o assistenza a motore.
Non è «Digital Doping» classico nel senso di una falsificazione consapevole dei dati – ma evidentemente una dichiarazione errata dell'equipaggiamento utilizzato, che distorce i risultati e rende la competizione ingiusta.
Perché è importante
Questo caso dimostra quanto siano importanti un'analisi trasparente dei dati e regole chiare per le competizioni basate sul GPS. Non possiamo fornire una certezza assoluta – ma gli indizi indicano con forza che il giro sia stato completato con un'e-bike.
Dopo che abbiamo contattato il ciclista, l'attività è stata eliminata. È un peccato, ma allo stesso tempo è un segnale di quanto sia delicato il tema dell'integrità nello sport digitale.
Indizi visivi
- Velocità vs. pendenza: le salite ripide non riducono quasi per nulla la velocità – atipico per una prestazione umana.
- Pattern di velocità costante: per lunghi tratti la velocità resta quasi esattamente a 25 km/h, valore tipico del limite di assistenza delle e-bike.
- Confronto Strava: guadagni di tempo fino a 30 secondi su un tratto ripido di 600 m rispetto al secondo ciclista più veloce.
- Diagramma GPX: mostra velocità e posizione lungo il percorso con pattern sospetti.

La velocità livellata confrontata con la pendenza mostra che le salite ripide non rallentano il ciclista in modo significativo – insolito per uno sforzo umano.

Pattern evidenti con velocità quasi costante – spesso intorno ai 25 km/h, in linea con i tipici limiti di assistenza delle e-bike

Il confronto Strava mostra guadagni di tempo fino a 30 secondi su una salita ripida di 600 metri tra il ciclista più veloce (linea viola) e il secondo più veloce (linea di riferimento nera).

Traccia GPX con posizione e profilo di velocità
Conclusione
Il fair play è la base di ogni competizione – su strada come nel digitale.
Questo episodio sottolinea perché un'analisi chiara dei dati, la trasparenza e una dichiarazione onesta dell'equipaggiamento siano così importanti.
Continueremo a fare tutto il possibile perché le classifiche di LaceUp e Les Cols de Zurich riflettano la potenza che sta davvero nelle gambe – e non nella batteria.
Credits
Kevin KoschNikolaus RathBenedikt Soja, Matthias Aichinger-Rosenberger, Nico Schefer, Sebastian de Castelberg, Tobias W.